I Nostri Meli

La scelta accurata delle varietà di Meli Valdostani e Savoiardi da cui provengono le mele per produrre il tradizionale Sidro Maley.

La Scelta delle Varietà delle nostre Mele

Cosi come per fare un grande vino, dobbiamo avere le giuste varietà di vite nel giusto terroir, lo stesso vale per il sidro.

Dolci, amare, acide le diverse varietà di mele adattate ad un determinato terroir se ben assemblate posso dare delle straordinarie basi per ottenere un grande sidro.

Grazie all’attenta osservazione dei meli e del sidro che se ne otteneva generazioni  di uomini di montagna hanno selezion ato le migliori varietà di mele e di pere  adatte ha dare un grande sidro ed a sopravvivere in nell’estremo ambiente alpino.


Tra la Valle di Chamonix e la Valle d’Aosta abbiamo recuperato 8 varietà di mele e 2 di pere.
I nostri meli hanno un età media superiore agli 80 anni e tuttora plasmano in modo armonico lo spettacol

are paesaggio delle Alpi.
Crediamo che il mantenimento delle antiche pratiche agronomiche e della biodiversità ereditata dai nostri vecchi sia la strada maestra per caratterizzare i nostri sidri.

 

Conosciamo ogni nostro melo, dietro il quale c’è una storia fatta di donne, uomini e stagioni.


In Valle d’Aosta le nostre mele e le nostre pere provengono dai seguenti comuni : La Salle, Arvier, Aosta, Brissogne, Saint Marcel, Torgnon.
Nella Valle di Chamonix in Haute Savoie  dai comuni di Servoz,
In Savoia dai comuni di Gilly sur Isère, in Trentino Alto Adige nel comune di Cortina sulla Strada del Vino.

 


La Valle d’Aosta


Il clima ventilato e secco, la posizione geografica della regione , circondata e protetta dai piu imponenti 4000 metri delle Alpi, consentono di poter coltivare i meli fino ad oltre 1500 m slm.
Vista la rusticità delle varietà di melo da sidro, oggi gli ultimi superstiti di questa grande tradizione sidricola li troviamo proprio alle altitudini piu elevate.
La produzione di sidro è  testimoniata dallo studioso Laurent Argentier, presidente del Comice Agricole, a metà del 1800 nei suoi quaderni di agricoltura da indicazione sulla produzione di sidro di mela e di pera, come valorizzazione economica di alcune varierà delle pomacee in oggetto.
Il ritrovamento di varie presse da mela nella valle del Gran San Bernardo  e nella stessa città di Aosta testimoniano la vocazione sidricola della regione, che si arresta all’inizio degli anni ‘50 del 900.
Le ragioni si possono ritrovare nella forte emigrazione delle popolazioni dei villaggi piu  in quota (che tradizionalmente consumavano piu sidro, per la presenza dei meli piu in quota rispetto alla vite), la grande perdita di giovani maschi nella prima guerra mondiale, l’emigrazione nel ventennio di un grande numero di valdostani in Francia, l’immigrazione di una parte di popolazione italiana proveniente da varie regioni del nord est e del sud, un decreto  fascista che vieta la produzione di sidro su tutto il territorio italiano e l’abbandono dei “verger” in un ottica di miglioramento e sfruttamento delle  superfici alpine destinate a produrre foraggio.

Nonostante questo si salvano in alcuni luoghi  dei secolari meli, ed il nostro obbiettivo è scovarli tutti e salvarli.
In Valle d’Aosta abbiamo recuperato 3 varietà di melo  Raventze, Barbelune e Rodzetta ed una di pero Critchen d’iveur.

 

La Salle: Abbiamo recuperato grazie alla testimonianza di Corrado Beneyton una decina di alberi con un età che vanno dagli 80 ai 200 anni coltivati sino all’incirca a 1350 mslm , si tratta di meli della varietà Raventze, Corrado è uno dei pochi testimoni viventi che ha un ricordo diretto della produzione di sidro in Valle d’Aosta.


Arvier: Nel villaggio di Grand Houry ai piedi della Valgrisanche grazie alla segnalazione del Signor Remo Jorrioz, abbiamo recuperato 8 meli ad una quota di all’incirca 1100 m slm , si tratta della varietà Raventze  di un età media di circa un secolo.

 

Brissogne: Abbiamo trovato un solo melo  in una radura in un bosco ad oltre 1000 metri, si tratta di un melo molto vecchio, crediamo sia Raventze,  ma di un clone diverso da tutti gli altri. A Grand Brissogne il signor Elviro  è stato l’ultimo produttore privato di sidro Valdostano.

 

Saint Marcel: Oggi è l’ultima roccaforte dei meli da sidro in Valle d’Aosta, stiamo  una settantina di meli di Raventze ed una sola pianta di Rodzetta. La coltivazione dei nostri preziosi meli è concentrata principalmente del villaggio di Seissogne, ma ne troviamo in abbondanza nel villaggio di Plout e di Enchasaz. Dobbiamo la cura di questi meli alla famiglia Betemps, Lara e Loris si occupano di curarli e di raccogliere le mele.

Nel villaggio di Seissogne troviamo i piu spettacolari meli che danno vita al sidro Maley, si tratta di piante monumentali alte oltre 12 metri. In questo luogo incantato troviamo la foto inviolata dei Verger Valdostani , questo è un luogo di assoluta armonia  ed equilibrio in cui il possiamo intuire che cosa hanno provato i viaggiatori inglesi che dall’inizio dell’1800 anno cominciato a battere la Valle d’Aosta alla ricerva di vette da conquistare. Qui nasce il nostro sidro metodo classico Jorasses. I meli di Saint Marcel sono indubbiamente il principale polmone produttivo di Maley, e risultano indubbiamente essere una grande richezza per la biodiversità dell’intera regione.

Antey Saint André: è il primo comune della Valtournenche, qui grazie al presidente dello slow food Valle d'Aosta Grange Yves siamo riusciti a recuperare
 54 grandi meli di un vecchio clone di mele renette, piantate intorno al 1902 dalla famiglia di Thiebat Henry, oggi gestite dal signor Dufour. Questi meli sono sparsi su tutto il comune, ma meraviglioso risulta essere un piccolo verger di 10 meli al Petit Antey

Torgnon: è il comune che da il nome alla nostra azienda, il grande verger denominato “lo greu maley” era qui. Grazie alla segnalazione dello storico Garin Walter, abbiamo potuto determinare dove sorgeva questo grande frutteto di mele Barbelune, purtroppo abbattuto durante le opere di “bonifica” di un grande riordino fondiario negli anni ‘80. La testimonianza vivente di Garin ci racconta come in questo comune venisse prodotto sidro di mele e di pere.

Abbiamo recuperato qui il pero piu alto d’Europa nel villaggio di Mongnod ad oltre 1500 msl, si tratta di un esemplare di critchen d’iveur di oltre 150 anni, ed alla stessa quota due  meli di Barbelune, curato dalla famiglia Lucat. Altre 5 piante sono presenti tra il villaggio di Chesod e Berzin. Nell’autunno 2012 verranno in un appezzamento della famiglia Telloli  ripiantati su franco ed impiegando gli innesti delle antiche Barbelune  10 nuove piante per garantire il futuro di Maley e soprattutto la conservazione delle Barbelune.

La Savoie e l’Haute Savoie

Mappa MaleyDal clima fresco ed umido da sempre la mela in queste 2 regioni di montagna ha avuto uni spazio privilegiato. In queste terre di frontiera ( fino al 1861 Regno d’Italia) sorelle privilegiate della Valle d’Aosta per questioni linguistiche e storiche  il sidro è da sempre la bevanda nazionale. Le testimonianze della produzione di sidro sono  molteplici e dal medioevo accompagnano la storia degli uomini di queste valli.
Dal 19esimo secolo  si è sviluppato inoltre una buona tecnologia produttiva che ha determinato il successo del sidro savoiardo si agli anni ’80 del 1900 quando la forte concorrenza delle industrie bretoni e della normandia e l’arrivo sul mercato savoiardo di prodotti a basso prezzo  ne  ha minato il ricambio generazionale delle imprese. La Savoia ha sempre mantenuto una maestria artigianale nella produzione del sidro, qui Maley ha incontrato gli ultimi sidricoltori indipendenti  da cui è andata a scuola.
Mele dolci, acide  e pere vengono assemblate per generare quel cru  che non ha eguali in qualsiasi altra regione francese.
Tra Savoie ed Haute Savoie abbiamo recuperato 2 varieta di pera: la maude e la Norman  e  3 di mela: la croison de Boussy (uno scambio con la scuola elvetica du Changin ci fa pensare che all’interno di questo nome vi siano almeno 2 varietà) , la Groin de Veau ed un ancestrale Renetta.


Haute Savoie

La Valle di Chamonix:
L’incontro tra Gianluca Telloli e Nicolas Evrard, è stato la scintilla che ha determinato la nascita del progetto Maley, riteniamo la Valle di Chamonix alla stregua della Valle d’Aosta la nostra patria e sede produttiva.
Grazie al lavoro di Nicolas Evrard, lungimirante amministratore del comune di Servoz e vice presidente della comunità dei comuni della Valle di Chamonix è stato possibile cominciare il recupero degli antichi meli della valle, da sempre impiegati per produrre sidro. A Servoz è presente una magnifica casa forte medioevale, sede dell’ultima sidreria  e testimonianza storica della grande vocazione sidricola del comune.


Servoz: affacciato difronte al massiccio del Monte Bianco ospita centinaia di meli  della varietà Croison de Boussy e Groin de Vaud, i meli sono coltivati dagli 800 ai 1100 metri del villaggio di Mont. Si tratta di piante con un età che oscilla dai 40 ai 100 anni. Nella prossimità della chiesa in pieno centro del paese  abbiamo recuperato dei peri della varietà Maude monumentali. I meli ed i peri di Servoz cosi come a Seissogne in Valle d’Aosta caratterizzano il paesaggio riportando alla memoria gli ormai rare Verger delle Alpi occidentali.


Savoie

E’ nei pressi di Chambery, capitale dell’antico ducato Savoia  e capitale amministrativa della Valle d’Aosta fino al 1700 che si trova il piccolo villaggio della Novalaise, con il clima mitigato dal vicino lago di Aiguebelette  questo piccolo comune ospita, un importante  presenza di mele Croison de Boussy  e qualche vecchia varietà di Renetta da sidro. Si tratta di piante relativamente giovani (dai 30 ai 70 anni) che aportano una forte tannicità ai nostri sidri.
Gilly sur Isère vicino ad Albertville ospita una delle ultime sidrerie attive di tutta la Savoia ed Alta Savoia, qui Maley ha costruito un forte partenariato con La Source du Verger , qui confluiscono le nostre mele e pere delle nostre montagne con maestria le assembliamo per realizzare i nostri sidri.


La grande Chartreuse
Ai piedi di questo bellissimo massiccio alpino nel piccolo comune di La Terrasse abbiamo incontrato il signor Gaston Bechet, un uomo straordinario a cui dobbiamo la nostro modesta conoscenza nella tecnica produttiva del sidro a metodo ancestrale..
E sulla Grande Chartreuse che sorge la grande Abazia Benedettina della Chartreuse, la coltivazione dei meli, la selezione dei meli da sidro è opera di questi grandi monasteri . Se oggi sulle Alpi beviamo sidro è anche grazie a questi straordinari e laboriosi monaci.
La strada dei monaci ci porta sull’ultimo comune “Maley” sulla strada del millenario ospizio del Piccolo San Bernardo.


Bourg Saint Maurice.
A pochi passi dall'ospizio del Piccolo San Bernardo  sorge il vecchio albergo Lancebranlette, gestito da Benedicte  Bornier, 3 generazione di “albergatori del colle” Benedicte  offre ai suoi clienti delle fantastiche crepes dolci della Tarantaise fatte con le mele della Tarantaise le croison. La Tarantaise è una valle savoiarda che come Valle d’Aosta e Vallese, taglia le Alpi in direzione est –ovest, questo fa si che le tre valli riparate dai 4000 abbiamo un clima caldo ed asciutto. Cosi come in Valle d’Aosta in Tarantaise la vite era coltivata sino oltre a 1000 metri ed i meli salivano sino ai 1400-1500 m slm. Le due valli erano fondamentali per l’approvvigionamento delle derrate alimentari , del vino e del sidro all’Ospizio del Piccolo San Bernardo. I meli Maley di Bourg Sain Maurice, sorgono su una delle principali vie dell’Impero Romano la via delle Gallie.